Più di 2000 anni fa, Aristotele osservò e analizzò il modo in cui il corpo umano si trovava in rapporto con l’ambiente circostante, considerando la relazione di posizionamento reciproco tra le varie parti del corpo. È da questa prima osservazione che nel tempo l’attenzione di molti studiosi e scienziati si è focalizzata su uno degli aspetti più importanti e discussi che riguardano il corpo umano: la postura, definita come la posizione del corpo nell’insieme o di parti di esso nelle diverse condizioni statiche o dinamiche. “Essere fitness” significa anche avere una buona postura.
Il soggetto ha una buona postura quando raggiunge uno stato di equilibrio che protegge le strutture portanti del corpo da una lesione o da una deformità progressiva. Viceversa, la postura è cattiva quando la relazione tra le varie parti del corpo è scorretta, determinando un circolo vizioso. La colonna vertebrale, o rachide, è una struttura molto particolare, che concilia funzioni fondamentali ma estremamente diverse tra loro: per questo è sia rigida, al fine di sopportare il peso del corpo e proteggere il midollo spinale, che mobile, in modo da assecondare i movimenti che il corpo compie nella vita di tutti i giorni e durante la pratica sportiva.
Negli ultimi anni il termine “postura” è entrato a far parte del nostro vocabolario quotidiano, diretta conseguenza dell’incremento di problematiche posturali delle quali le persone soffrono, soprattutto a causa delle moltissime ore passate a studiare o a lavorare in ufficio, in posizione seduta ma scorretta. Non c’è giorno in cui istruttori fitness e personal trainer non si trovino a dover affrontare problematiche di algie e paramorfismi che riguardano la colonna vertebrale.
La mancanza di movimento con l’avvento dell’industrializzazione e della nuova era tecnologica rappresenta sicuramente un altro dei fattori più importanti per l’alterazione della postura. Nella società moderna, la sintomatologia algica a carico del rachide e delle articolazioni è divenuta un problema che incide in maniera notevole sull’economia sociale: alcuni studi dimostrano come attualmente la lombalgia rappresenti la ragione più comune di visita dal medico di base o di assenza dal posto di lavoro.
L’autore e studioso Thomas Myers è arrivato addirittura a sostenere che “la principale sfida del nostro secolo sia rappresentata dal capire in che modo sia possibile prendere un corpo che è stato sviluppato per un mondo di 70 mila anni fa e adattarlo al mondo post-industriale in cui viviamo”. Nel 2008 le patologie muscolo-scheletriche da cause ergonomiche sono state incluse e classificate come malattie professionali (fonte: Inps). Recenti statistiche hanno evidenziato come tali algie, con caratteristiche invalidanti di natura dolorosa e recidivante, insorgano più frequentemente nei giovani, modificandone drasticamente lo stile di vita.
Per caratteristiche anatomo-funzionali le regioni corporee più colpite sono le articolazioni scapolo-omerale, le coxo-femorali, le femoro-rotulee e naturalmente il rachide. Quest’ultimo ha come incidenza algica maggiore la zona lombare, percentuale che scende, nell’ordine, per zona cervicale e zona dorsale. L’eziologia delle algie rachidee e articolari è spesso legata a uno squilibrio meccanico causato da traumatismi o fenomeni degenerativi a carico delle componenti passive, originate soprattutto, come anticipato, da posture scorrette mantenute nel tempo.
Le principali cause dei problemi posturali sono quindi rappresentate da:
– posture e movimenti scorretti in flessione, estensione, torsione, flesso-torsione e inclinazione;
– sollevamento errato di carichi;
– ROM articolari ridotti o eccessivi;
– problematiche da sovraccarico (overload);
– problematiche da sovrautilizzo (overusing).
Nel prossimo articolo andremo ad analizzare nel dettaglio le patologie più comuni riscontrate da istruttori di sala e personal trainer, diretta conseguenza di posture e movimenti scorretti, fornendo alcuni esercizi utili per le problematiche di questo tipo.
(Fonte immagine: http://blog.eukinetica.it/postura/migliorare-la-postura-in-ufficio/)
