Quotidianamente ci si interroga, sia tra le future mamme che tra i vari operatori del settore fitness e salute, su questo tema: “quale e quanto esercizio fisico occorre fare in gravidanza?”
La risposta, in questo caso, appare semplice ma non scontata: occorre praticare esercizio fisico appropriato, in grado di andare incontro alle esigenze della futura mamma e del nascituro. Questo non cambia che le procedure da seguire restino quelle tipiche della metodologia dell’allenamento, ossia: anamnesi, definizione degli obiettivi, pianificazione dell’allenamento e verifica dei risultati (Bianco et al., 2010)
I fattori che maggiormente influenzeranno il processo decisionale saranno sicuramente l’età della gestante, il mese attuale al quale è arrivata la gravidanza, il livello di forma fisica attuale, ma soprattutto passato della futura mamma. L’esperienza fisica/sportiva della donna prima della gravidanza risulta essere un fattore da tenere in estrema considerazione.
Come è noto e risaputo, eventi o attività che comportino vibrazioni, cadute, impatti con l’avversario o con la palla e l’eccessivo stress cardiovascolare e respiratorio possono sicuramente andare ad influire in maniera significativamente negativa nel proseguio della gravidanza stessa (Amezcua – Prieto et al., 2013). Risulta evidente come, in questo caso specifico, tutti gli sport, in particolare quelli di squadra, ma anche sport di contatto e che richiedono di effettuare salti o balzi siano assolutamente controindicati. Risultano anche da sconsigliare i corsi di fitness musicale oltre il quarto mese di gestazione. Da evitare sono anche gli allenamenti di eccessiva durata e intensità, che possono facilmente causare ipoglicemia, e gli allenamenti prevalentemente anaerobici lattacidi in quanto la gestante mal tollera il lattato in circolo.
Le attività maggiormente consigliabili sono quelle in acqua, in quanto questa aiuta a sostenere il peso corporeo e, di conseguenza, la sensazione di benessere e leggerezza per la mamma è notevole. Sono altresì consigliabili le lezioni in palestra, ma sotto la stretta supervisione di personale qualificato, laureato in Scienze Motorie, meglio ancora se specializzato in attività fisica preventiva e adattata (LM-67). Queste attività, salvo complicazioni o controindicazioni, possono essere praticate sino all’ottavo mese di gravidanza.
Ricordo, infine, che tutto il personale qualificato dovrebbe comunque assumere un approccio assolutamente e indiscutibilmente multidisciplinare quindi oltre ad avere il dovere di eseguire un’attenta anamnesi della gestante, mettersi in contatto il prima possibile con lo specialista ostetrico-ginecologo che la segue e di attuare una collaborazione a 360° con tutte le professionalità competenti che potrebbero portare al completo benessere della donna e del nascituro.
