Nell’attuale società dell’informazione siamo ogni giorno assediati da notizie, messaggi, feedback di qualsiasi genere e natura e riguardo qualunque argomento. Tra questi, non fa eccezione il mondo della salute, del benessere e dell’alimentazione.
Le nostre abitudini quotidiane vengono spesso influenzate dalle connessioni tra cibo, peso e percezione sociale, che hanno un impatto anche sui nostri ritmi di vita.
Numerosi esperti confermano che la televisione rappresenta un mezzo che può incentivare situazioni di crisi nelle relazioni familiari, impedire la lettura, facilitare atteggiamenti aggressivi e indurre al consumo del cosiddetto junk food, ovvero cibo spazzatura, non solo nella fascia d’età di bambini ed adolescenti ma, seppur in misura minore, anche nella popolazione adulta.
Tutto ciò viene facilitato da una sorta di distacco dalla realtà, il quale avviene attraverso il passaggio di particolari messaggi trasmessi dai mass-media, soprattutto con la messa in onda di contenuti che tendono ad estrarre lo spettatore dal contesto che lo circonda, di fatto rendendo molto più difficile riuscire a cogliere i reali bisogni del proprio corpo e della propria mente.
Non avendo la forza e la consapevolezza che sono necessarie per difendersi da questa costante induzione ai bisogni, quasi sempre futili e dannosi, tale pubblico, composto prevalentemente ma non solo di bambini e adolescenti, finisce per sperimentare una forma di alienazione che colpisce la sfera dei rapporti col prossimo, della propria intimità e delle relazioni col nucleo familiare.
Per concludere, questo non vuole sembrare un demonizzare i mass-media. Non si consiglia affatto di bandire TV, Internet, cellulari e videogiochi, ma semplicemente di sforzarsi di apprenderne a fondo l’utilizzo corretto, informarsi sulle fonti che propongono contenuti mediali e su ciò che si sta guardando, ricordandosi di quanto ci sia di bello al di fuori delle mura domestiche.
