Nella società odierna, abitudini alimentari scorrette, disponibilità praticamente illimitata di cibi gustosi, molto calorici ed economicamente facilmente accessibili, ripetuta pubblicazione e visione di contenuti pubblicitari attraverso i mass media, ritmi di lavoro che spesso alterano il corretto equilibrio dei pasti sono tutti fattori che hanno portato ad un cambiamento drastico del corretto concetto di quotidianità. Se poi a questi fattori ci aggiungiamo anche uno stile di vita sedentario ed un maggiore consumo di cibo nel tempo libero ecco che arriviamo ben presto ad una situazione che potrebbe portare facilmente ad uno sviluppo di obesità.
In questo quadro generale, non è possibile dimenticarsi inoltre di bambini e adolescenti. Risulta importante sottolineare soprattutto come sia importante l’educazione alimentare dei bambini e in questo campo figure come il dietologo, il biologo nutrizionista e il dietista possono fare veramente la differenza, ancor di più se affiancati da uno specialista dell’esercizio fisico che evidenzi l’importanza della pratica costante di movimento e attività fisica da coordinare con corrette abitudini alimentari da acquisire fin da giovani.
È stata dimostrata scientificamente la coesistenza di fattori genetici e ambientali (le abitudini alimentari dei genitori, oltre al patrimonio genetico, vengono trasmesse al bambino). Un bambino che sviluppa obesità, infatti, avrà la probabilità di mantenere questo stato da adulto nel 30-60% dei casi, ma le alterazioni metaboliche saranno più gravi di quelle manifestate da un adulto che è diventato obeso dopo la crescita. Questo è dimostrato da diversi studi che hanno confrontato la mortalità e la morbidità di adulti che hanno una storia di obesità dall’infanzia con quelle di persone divenute obese dopo l’età evolutiva. Entrambi i parametri statistici sono più alti nel primo gruppo di individui.
Ricordo, infine, come questo sopra descritto stia diventando sempre più un problema di sanità pubblica in tutto il mondo occidentale e l’Italia è indiscutibilmente tra i primi posti, se non al primo posto in Europa per il numero di bambini in sovrappeso. Senza le giuste campagne di sensibilizzazione e senza un’adeguata informazione i dati sono destinati inevitabilmente a peggiorare poiché in Europa il sovrappeso in età scolare cresce al ritmo di circa 400.000 casi l’anno.
