Dopo aver analizzato la correlazione tra il sovrappeso e l’obesità e la comparsa di problematiche per la nostra schiena, nel presente articolo mi vorrei invece soffermare su quella che, a tutti gli effetti, potrebbe essere un’abitudine che, anche se spesso associata a problematiche cardiache e polmonari, in realtà sembrerebbe essere associata anche con la comune lombalgia. Mi sto riferendo, nello specifico, al fumo di sigaretta.
A tal riguardo vi è un’interessante e utile ricerca di Leboeuf-Yde (Spine, 1999) che ha analizzato in modo sistematico la letteratura epidemiologica su fumo e lombalgia. Questa ricerca ha passato in rassegna 47 studi, pubblicati tra il 1974 e il 1996, che si sono occupati della correlazione tra il fumo e l’incidenza dei dolori vertebrali. Tra i risultati è stata riscontrata un’associazione positiva, statisticamente significativa, nel 51% dei casi dei 47 casi studio. Il fumo è risultato come la causa più evidente di lombalgia negli studi di notevoli dimensioni, effettuati su oltre 3000 soggetti. La stessa ricerca fa notare una tendenza alla riduzione dell’incidenza della lombalgia negli ex fumatori per la cessazione del fumo rispetto a coloro che continuano a fumare.
Deyo e Bass hanno osservato che l’incidenza delle algie vertebrali è elevata e aumenta con l’incremento del consumo di sigarette. Frymoyer ha riportato che coloro che sono affetti da lombalgia grave fumano di più rispetto a coloro che hanno una lombalgia più lieve. Tuttavia, gli autori, analizzando accuratamente i risultati della loro ricerca, concludono affermando che, nonostante la metà degli studi abbia dimostrato un sicuro legame, il fumo non può ancora essere definito con certezza come causa di lombalgia. Pertanto, come già precisato per il sovrappeso, è meglio parlare di fattore di rischio, possibile concausa.
Il fumo, altresì, è spesso associato ad altri comportamenti a rischio: per esempio, McPartland riporta che i fumatori consumano circa il 250% di caffè in più rispetto ai non fumatori.
A livello fisiologico la nicotina può favorire l’insorgenza dei dolori vertebrali in quanto si creano tutti i presupposti per il sopraggiungere di ripetute sollecitazioni meccaniche provocate dai colpi di tosse che aumentano la pressione intradiscale.
Il già sopracitato Frymoyer ha riportato i risultati di un esperimento sui cani che dimostra una riduzione del flusso sanguigno entro il corpo vertebrale a causa della nicotina. Allo stesso modo gli autori Holm e Nachemson hanno dimostrato, in un esperimento su maiali, un ridotto trasporto di ossigeno nel disco intervertebrale dopo 20-30 minuti di inalazione di fumo di sigaretta.
Svensson, invece, ha riportato alcuni studi che mostravano una correlazione positiva tra il fumo e una diminuzione del contenuto minerale osseo. Questa ridotta nutrizione dei dischi e dei corpi vertebrali, persistendo a lungo nel tempo a causa della continua abitudine al fumo, può essere responsabile della loro degenerazione precoce e dell’insorgenza di algie vertebrali.
